FAREFACCE

il volto come metamorfosi nella dimensione visiva di Angelo Flaccavento

di Giuseppe Nativo

Sabato 13 giugno (ore 19.00), nel corso della XVII edizione della kermesse letteraria “A Tutto Volume”, nell’ambito della sezione “Extravolume”, appuntamento all’inaugurazione della mostra dal titolo “FAREFACCE” del ragusano Angelo Flaccavento. L’evento espositivo (fruibile fino al prossimo 30 luglio) si terrà presso il Circolo d’Arte contemporanea “Clou” (via dott. Pluchino, 16-Ragusa).

Angelo Flaccavento

Con lui ci incrociamo periodicamente sulla rampa di scale (anche se molto spesso gli orari non coincidono perché è mattiniero). Lo conosco sin da piccolino, ma adesso è un uomo che non riesci però ad intercettarlo: appena due chiacchiere e via. Non è scontroso, anzi tutt’altro. È un tipo riservato e schivo. È sempre con la valigia in mano. Infatti, in modo molto affettuoso, lo chiamiamo “l’uomo con la valigia” per la sua alta propensione a viaggiaredovuta alla sua attività che, non di rado, lo porta ai confini del mondo, in una rotatoria senza circonferenza per poi ritornare nella sua città, Ragusa, da cui riparte nello spazio di un miserere al quadrato! Gli interessa la moda come espressione di sé stessi. Veste in maniera eclettica ma originalissima. Stiamo parlando di Angelo Flaccavento che è anche uno scrittore (ama i vocaboli appropriati, non consueti ed usa termini anglosassoni con molta parsimonia), e uno storico dell’arte (si è laureato a Pisa) e il suo prossimo progetto è scrivere un libro, ma di ciò per ora non intende parlarne.Scrive di moda.Collabora con importanti mensili di fama internazionale tra cui, solo per citarne alcuni, GQ Italia (e le edizioni straniere di GQ Style),D La Repubblica delle donne.

Con maturata esperienza anche in campo delle arti visive (è reduce di variegati eventi espositivi),Angelo Flaccavento ri-torna nella sua città dando appuntamento alla sua mostra “FAREFACCE”. Il vissuto professionale di Flaccavento, legato alla moda, in qualche modo torna sempre. E come? Con i disegni di visi, facce con tratti geometrizzati, con grane e colori inusitati, il trucco è pesante al limite del grottesco, assurdo come le pettinature sfidanti ogni decoro e gravità.Quello di Flaccavento è un progetto artistico che esplora il volto umano come luogo di metamorfosi, maschera, verità e inganno, inserendosi in un percorso creativo che l’artista porta avanti da tempo: una serie infinita di volti, disegni e figure che oscillano tra ironia e inquietudine, moda e teatro, eleganza e deformazione.I suoi personaggi sono mappe emotive.

L’immagine grafica della locandina è di per sé un piccolo racconto visivo, dove l’occhio si ferma prima ancora di capire il perché.La carta ruvida, le macchie, le sfumature grigio-nerastre danno un senso di fisicità che contrasta con la grafica pulita. Possiede un’ambiguità controllata: non dice troppo, non dice poco, e invita a entrare.

Angelo Flaccavento, noto soprattutto come critico di moda, qui sembra spostare il suo sguardo verso un territorio più intimo e gestuale. Il volto, nella moda come nell’arte, è superficie e racconto: un campo di battaglia tra ciò che siamo e ciò che vogliamo sembrare.