Di giorno la notte

Mostra di pittura di Salvatore Fratantonio

Inaugurazione giovedì, 13 ottobre, ore 18,30, Auditorium San Vincenzo Ferreri – Ragusa Ibla

“Di giorno la notte” è il titolo della nuova mostra di pittura di Salvatore Fratantonio, a cura di Elisabetta Rizza, che sarà inaugurata giovedì 15 ottobre 2026 (alle ore 18.30) presso l’auditorium San Vincenzo Ferrreri a Ragusa Ibla (Via Giardino, 1) alla presenza del sindaco Giuseppe Cassì e del presidente del Centro studi Feliciano Rossitto di Ragusa, Giorgio Chessari. L’autore dialogherà con la curatrice Elisabetta Rizza.

L’iniziativa artistica è resa possibile grazie al Comune di Ragusa in collaborazione con il Centro studi Rossitto.

Catalogo in luogo con testo critico di Angelo Barone.

Nel corso dell’evento si terrà la proiezione di un docufilm sull’autore realizzato dal videomaker Andrea Giannone.

L’evento espositivo sarà fruibile fino al 1° novembre (tutti i giorni dalle 17 alle 21; sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 17 alle 21).

«L’evento espositivo “Di giorno la notte”, che raccoglie le recenti opere di Salvatore Fratantonio–spiega Elisabetta Rizza –può essere considerata come la parte conclusiva di una tetralogia, cominciata con “Sussulti2020-2021”, continuata con “Autoritratto, il senso e l’essenza” e ancora con “La forma infranta”. Si tratta di nuove figurazioni caratterizzate dalla ricerca di nuovi linguaggi espressivi e passaggi verso il mondo dell’informale, sostenuti anche dal contesto storico-sociale attuale».

«A partire dal 2020, il tragitto delle visioni di Salvatore Fratantonio sembra risolversi in una pittura magmatica, dove l’immagine perde progressivamente ogni possibilità di definirsi attraverso confini stabili. Non ci sono più delimitazioni nette, contorni precisi, forme riconoscibili sulle quali lo sguardo possa sostare e trovare riposo. Linee e figure sembrano essersi dissolte in una materia oscura e profonda, in cui la pittura non rappresenta più qualcosa, ma accade come un fenomeno fisico, incerto, imprevedibile. Vedere, in queste opere, significa attraversare una notte», annota Angelo Barone.

Giuseppe Nativo