Tommaso Campailla, genio e poeta

Uomini illustri e personaggi del passato


Illustre figlio di Modica, Tommaso Campailla nacque il 6 aprile 1668 in una casa di via Posterla nella quale abitò sempre fino alla morte, quasi di fronte all’abitazione in cui vide la luce, più di due secoli dopo, Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la Letteratura nel 1959. 

Di nobili natali e di condizione agiata, passò la giovinezza sotto l’occhio preoccupato del genitore che vedeva quel figlio sgraziato nel corpo, di salute malferma e taciturno, parecchio lontano dal suo ideale di figlio. Fino a sedici anni, infatti, fu inviato in una tenuta di famiglia a rinvigorire il suo corpo con l’aria di campagna e con le battute di caccia che costituirono la sua unica occupazione.

A sedici anni lo troviamo iscritto all’Università di Catania a studiare giurisprudenza, scienza alla quale si dedicò di malavoglia e dalla quale prontamente si sottrasse alla morte del padre.

Cominciò presto a procurarsi costosi testi per dedicarsi ai suoi studi preferiti: biologia, fisica, filosofia, medicina e persino astrologia forense. E sebbene ai suoi tempi non esistesse la teoria sui batteri egli, nondimeno, intuì che le fumigazioni mercuriali costituissero una cura molto efficace (si potrebbe dire, quindi, antibatterica) contro il flagello della sifilide. Le “botti” per la cura contro il “mal napoletano” esistevano già in Francia e in Italia, dov’era invece chiamato “mal francese” (è sempre Europa), dove solo il corpo veniva esposto ai vapori lasciando fuori la testa del paziente. Campailla, però, inventò una “botte” dove la testa rimaneva all’interno del locale onde respirarne i vapori.

L’efficacia si moltiplicò parecchio perché questo antisettico arrivava attraverso la respirazione in tutti gli organi interni e non solo nella parte esterna del corpo; efficacia che durò dal 1698 – data della prima botte installata all’Ospedale di “Santa Maria della Pietà”, poi Ospedale Campailla – che attrasse pazienti da ogni parte d’Italia e d’Europa fino al secondo dopoguerra quando, con la scoperta della penicillina, tale cura cessò di esistere.

Imponente la produzione letteraria e scientifica, a partire dal suo capolavoro “L’Adamo e il Mondo Creato”, seguito da studi sul moto interno degli animali e altri fenomeni naturali, scritti filosofici e, persino, da libretti di poesie.

Genius loci multiforme e autodidatta, mai si volle muovere da Modica e usciva raramente da casa. Sempre vestito di pesante panno, sia d’estate che d’inverno, trascurava la sua persona e sottoponeva il suo corpo a esperimenti con intrugli medicali e una dieta alquanto bizzarra. Previde la sua morte all’età di 72 anni e così avvenne, nel febbraio 1740. E’ sepolto sotto l’altare maggiore della chiesa di San Giorgio di Modica.

L’uomo che diventò alla sua epoca una celebrità per la cura della sifilide, per la quale avrebbe sicuramente meritato un premio nobel, se esistente, mai acquisì una laurea in medicina.

Busto di Tommaso Campailla