PERSONE

Giuseppe Chiaula: il giurista, l’uomo, la memoria

Giuseppe Chiaula: il giurista, l’uomo, la memoria

di Giuseppe Nativo


Non una riunione di famiglia. Non un ricordo qualsiasi. Una serata emozionale, intensa,
affettuosa e commemorativa nei confronti non solo di un figlio illustre di Modica, nella sua
qualità di giurista, studioso dell’antica Contea, ma anche come uomo dall’animo sensibile,
padre che distribuiva affetto ai quattro figli e, soprattutto, instillando princìpi di rettitudine e
sobrietà. Un uomo d’altri tempi, si direbbe oggi! Stiamo parlando di Giuseppe Chiaula
ricordato, insieme al suo numeroso gruppo familiare, in una bella villa immersa nella campagna
iblea, in un luogo che trasmette serenità e storia. Dalla sua posizione panoramica, dal terrazzino
che si affaccia sul baglio, si percepisce che queste mura hanno visto stagioni di vita intensa, di
famiglie, di lavoro, di affetti, come emerge dal copioso reportage fotografico, già presente sui
social, a cura del modicano Antonino Giurdanella, per gli amici Ninì.
È questo lo splendido luogo presso cui, di recente, si è svolta, su iniziativa della famiglia
Chiaula – in particolare della figlia Monica, docente a Roma ma legata profondamente alla sua
terra iblea – una serata commemorativa per ricordare l’uomo, il giurista, lo studioso, marito e
padre.


Un articolato programma ha costellato la serata in forma corale che ha coinvolto l’intera
famiglia: la sig.ra Mimosa (moglie del compianto Chiaula) e i suoi quattro figli (Giorgio, Rita,
Vincenzo e Monica). Presenti numerosi amici e soprattutto tanti parenti e giovani nipoti che,
con la loro presenza, hanno rinvigorito la commemorazione del loro congiunto Giuseppe
Chiaula.


Figlio illustre di Modica, classe 1926, Chiaula consegue la maturità classica al Campailla nel
’44; laurea in giurisprudenza a Palermo nel ‘49, poi una lunga carriera nella magistratura della
Corte dei conti, iniziata nel 1960. Dal ‘98 al 2001 fu componente della Commissione Tributaria
Centrale. Portava il titolo onorifico di Presidente della Corte dei conti e, pur vivendo a Roma,
non smise mai di guardare alla sua Modica. Le sue ricerche, condotte con rigore di giurista e
curiosità di storico, attraversano archivi siciliani ricostruendo aspetti sociali e istituzionali della
Contea di Modica, senza mai trascurare la dimensione giuridica che ne sorregge la storia.
Chiaula si è spento nel dicembre 2020, all’età di 94 anni.


Forti emozioni e la calura estiva hanno contrassegnato ed accompagnato i vari momenti
programmati che sono stati sottolineati e intervallati dalle note musicali del M° Giunta (al
pianoforte) e dalla giovanissima Matilde (al violino).
Dopo l’introduzione ai lavori (lettura a cura del nipote Giuseppe Chiaula) e i saluti familiari e
di benvenuto da parte di Vincenzo Chiaula, si sono susseguiti gli interventi di coloro i quali
hanno conosciuto il giurisperito Chiaula che, dai tanti conoscenti e amici, era chiamato “signor
Presidente” non solo per la sua attività svolta nella magistratura della Corte dei conti, ma anche
per una genuina forma di affettuosità che emanava la sua persona.

Daniela Solarino (a sn) e Monica Chiaula


Da Carmelo Modica (scrittore, pubblicista) e da Paolo Oddo (giornalista, direttore del mensile
modicano “Dialogo”) è stato ricordato, in particolare, il suo impegno, nel 2009, per la posa di
una lapide commemorativa sulla cinta muraria del vecchio cimitero di Modica, nei pressi del
luogo in cui avvenne l’esecuzione capitale di nove persone, posta ad imperitura memoria di
fatti occorsi nel 1860, durante l’impresa garibaldina. Quella lapide, caldamente proposta da
Chiaula (anche grazie alla collaborazione con Carmelo Modica) all’Amministrazione
comunale modicana dell’epoca, e dalla stessa favorevolmente accolta, rappresentava l’esito
concreto di una lunga ricerca confluita nei suoi due volumi: “Mistero dei nove” (1999) e
“Addizioni al Mistero dei Nove” (2001) saggio integrativo e rettificativo del precedente.
Chiaula si emozionava profondamente al pensiero di quelle nove persone – tra i venti e i
quarant’anni – arrestati, processati e condannati, all’estrema pena e in pochissimo tempo, dalla
locale Commissione Speciale Penale (“Curti Subitanea”), organo giudiziario straordinario
istituito dal governo dittatoriale garibaldino per giudicare dei “reati comuni dei semplici
cittadini”. Tutto ciò malgrado fossero in vigore delle norme “frenanti” per limitare le eccedenze
sanzionatorie.
A tale riguardo, tra le testimonianze audiovisive, è stata proiettata una parte della videointervista rilasciata dal Presidente Chiaula (nel periodo tra il 2012 e 2015) a Nausica Zocco e
Carmelo Modica (le riprese video, a cura di Tiziana Spadaro Stornello, si trovano conservate
presso la Cineteca modicana).
Nei saggi successivi Chiaula approfondiva i rapporti storico-giuridici tra il Feudo modicano e
il Regno di Sicilia. Nella storia siciliana la Contea di Modica è tradizionalmente rammentata
per aver rappresentato, dal suo sorgere al suo cessare, una delle realtà politiche istituzionali più
interessanti dei periodi medievale e moderno. Su questo tema si intrecciano le tematiche
affrontate da Chiaula nel volume “Il Feudo Modicano e il Regno di Sicilia” (pubblicato nel
2011 e presentato a Modica da Domenico Pisana e Antonio Borrometi), in cui riconsiderava
varie questioni di diritto, già trattate in precedenza. Dunque, Chiaula ha lasciato un patrimonio
storico-saggistico di tutto rispetto.
La serata è proseguita con letture tratte dagli scritti di Giuseppe Chiaula a cura di Daniela
Solarino, la quale al termine ha ringraziato tutti per aver dedicato una serata al “Presidente
Giuseppe Chiaula, a cui mi legava un rapporto di parentela, ma soprattutto di stima e affetto.
Affetto che ha unito e unisce tuttora le nostre famiglie”.
Uno dei momenti più emozionanti è stata la presentazione di un’immagine pittorica di
Giuseppe Chiaula, ritratto in una sua posa spontanea (in primo piano), posta in essere dal pittore
modicano Giovanni Viola la cui epifania artistica è apprezzata anche per la rappresentazione
di paesaggi definiti come “autoritratti interiori”.
La proiezione di video-testimonianze di altri conoscenti – non presenti alla serata
commemorativa – ha contribuito ad apprezzare ancora di più la figura di Giuseppe Chiaula,
non solo come magistrato ma anche come uomo. Ciò è stato pure integrato da copioso
“percorso fotografico” audio-visivo, rafforzato dalla lettura di versi poetici di Valeria Chiaula
nonché dagli interventi conclusivi del figlio Giorgio Chiaula unitamente ad altri familiari.