Il Gioco Della Campana

Tutti noi abbiamo ricordi dell’infanzia vissuti tra i vicoli della nostra città, dove con gli amici giocavamo spensierati. Il “parco giochi” dei bambini di tanti anni fa era la strada, cortili, che costituiva l’ambiente in cui essi trascorrevamo la quasi totalità del nostro tempo. Uno di questi era il Gioco della Campana Pensando al gioco della campana si apre una finestra nel tempo che ci riporta da piccoli Quanto era bello giocare alla campana con gli amici. Si disegnava a terra un grande rettangolo diviso in otto o dieci quadrati ai quali si dava un numero. I numeri venivano stabiliti secondo un ordine crescente.
Nel vicolo circondati dagli amici eravamo in fila in attesa che toccasse a noi, ed ecco che dovevamo lanciare la pietra centrando il quadrante e da li potevamo partire saltando di casella in casella per attraversare la campana
Il sasso doveva essere lanciato su ogni casella, ad iniziare dalla più vicina e poi doveva essere recuperato, mentre su ogni casella poteva essere posato solo con un piede, ma i blocchi di due caselle affiancate consentivano di appoggiare contemporaneamente entrambi i piedi.
Regola fondamentale del gioco era quella di non sconfinare dal limite della casella né col sasso né con i piedi. In caso di errore si doveva ricominciare da capo.
Il bambino che vinceva era chi arrivava prima a chiudere la campana lanciando il sasso nel riquadro più lontano e riuscendo a recuperarlo senza perdere l’equilibrio per poi tornare vittorioso al punto di partenza.