CULTURA/EVENTI

Il respiro dei cortili, la voce della comunità

Il respiro dei cortili, la voce della comunità

Un viaggio tra memoria, appartenenza e relazioni

di Giuseppe Nativo

Seguendo l’itinerario letterario e divulgativo della scrittrice Crocifissa Mangiavillano – palmese, laureata in Lettere moderne, oggi docente a Palermo – e del suo recente libro di racconti “Sette Cortili” (Marcovalerio Edizioni, 2026), tra qualche giorno ci sposteremo a Carini, graziosa cittadina della provincia palermitana che d’estate si fa multilingue grazie ai tanti turisti che la animano.

Nel cuore del centro storico, un vicolo ha vissuto una vera metamorfosi: da spazio angusto e poco vissuto, si è trasformato – nel tempo di un “miserere elevato al quadrato” – nel suggestivo Vicolo dei Fiori, luogo oggi a misura d’uomo, dove ci si incontra, si conversa, si respira comunità. Una piccola rivoluzione che richiama l’atmosfera dei cortili siciliani, spazi di socialità, di storie condivise, di vita quotidiana che si intreccia tra porte aperte, profumi e voci familiari.

A immaginare e realizzare questa rinascita è stata Giusy Musso, presidente dell’associazione “La Carini che vorrei ODV”. Per lei i cortili – lo “spazio pubblico” – non sono semplici luoghi fisici, ma punti di ripartenza, focolai di nuova aggregazione e relazioni umane. Si definisce una placemaker, impegnata a riportare alla luce «l’anima profonda del Cortile» e a valorizzarla come modello vivo di comunità.

Profilo biografico dell’autrice

Crocifissa Mangiavillano

Palmese, laurea in lettere moderne, vive e insegna nel capoluogo siciliano, ha esordito con “L’emerito uomo” (2023) suo primo “romanzo breve” (presentato al Centro Studi “Feliciano Rossitto” di Ragusa a maggio 2023), dopo i primi due volumi di notevole spessore culturale, storico e divulgativo: “L’Infinito al quadrato” (2018; 2025) e “La spirale aurea del Gattopardo. Il genio di G. B. Hodierna tra Storia e Scienza” (2022); entrambi dedicati ad una delle figure più rappresentative del Seicento siciliano, G.B. Hodierna (1597-1660), scienziato, matematico, studioso di astronomia, di letteratura e di filosofia.

Nel 2026 il libro “Sette Cortili” (pp.86), edito da Marcovalerio Edizioni. Il libro è stato presente al Salone Internazionale del Libro di Torino (giunto alla 38ª edizione), dal 14 al 18 maggio 2026 (presso il Lingotto Fiere di Torino, Padiglione 3, Stand Q41).

Il 3 giugno 2026, nell’ambito di una cerimonia tenutasi a Palermo, le è stato consegnato il Diploma ufficiale e il Collare di Accademica dell’A.S.C.U. (Accademia Siciliana Cultura Umanistica).

Sette Cortili: leggere per ritrovarsi

Il libro della Mangiavillano è un invito a cercarsi tra le pagine, a riconoscersi nei personaggi, a interrogarsi sulla propria appartenenza. «I protagonisti incarnano una civiltà autentica, radicata in valori antichi e in una lingua che vibra di dialetto e identità», scrive l’autrice.

Le locuzioni dialettali creano un legame intimo con la terra e con il lettore, che diventa quasi personaggio tra i personaggi, immerso in una narrazione che parla di tolleranza, inclusione, solidarietà.

Nella visione semiotica dell’autrice, il cortile non è un luogo chiuso: si espande, dialoga con il quartiere, diventa una finestra sul passato e un modo per abbracciarlo con uno sguardo nuovo.

Il Vicolo dei Fiori diventa scena

Per l’occasione, Giusy Musso oltre alla regia si è occupata anche di scenografia. L’abbiamo vista all’opera, indaffarata nelle prime prove: il vicolo diventerà un piccolo palcoscenico, un cortile di una volta, con sedie in legno e seduta in paglia, e antiche tavole da letto sorrette dai tradizionali trispita, disposte in un cerchio perfetto attorno alla fioriera comunale.«Ho scelto questa geometria – spiega – per azzerare ogni distanza istituzionale e sociale. Non ci saranno palchi né barriere: chi partecipa sarà parte integrante di una conversazione spontanea e orizzontale».Lungo il Vicolo, quadri antropologici prendono vita:l’angolo del ricamo con il tombolo, una botte di vino abbracciata da tralci di vite, ceramiche verdi che brillano come foglie dopo la pioggia, nuve in terracotta, piante vestite di corda grezza e corteccia.

Per riscoprire insieme il valore di essere comunità.