TERRITORIO

Le orchidee spontanee degli Iblei

Le orchidee spontanee degli Iblei

di Giuseppe Macauda

Percorrendo i sentieri che costeggiano i versanti delle cave o una delle tante trazzere diffuse nel territorio ibleo,è facile scoprire la presenza di delicate piante dotate di una bellezza non appariscente, da godere quasi in contemplazione: sono le orchidee spontanee.

In Sicilia ne crescono diverse specie e rappresentano i residui della flora che cresceva alcuni millenni fa, quando le nostre terre erano ancora coperte da piante equatoriali ora estinte.
I cambiamenti climatici, che si sono verificati negli ultimi secoli, hanno creato nuovi habitat a cui le orchidee del nostro territorio si sono adattate perfettamente.

A differenza di quelle esotiche che crescono sui tronchi delle piante, le orchidee mediterranee vivono sul terreno ed hanno spesso fiori poco vistosi, ma dotati di colori variegati e forme seducenti.
Quando si parla di orchidee vengono in mente le scatole di plastica che ci preparano i fiorai per confezionare un dono. Quelle orchidee appartengono a specie esotiche, tipiche delle foreste pluviali, prodotte in ambienti  protetti e fortemente specializzati.

L’uomo ha prestato da sempre attenzione alle orchidee, prima nell’intento di ricavarne un alimento e in seguito nella speranza di trovare nei loro tessuti un rimedio per qualche malattia. Ancora oggi le radici, in alcune zone, sono considerate eduli.

Barlia Robertiana

La scienza moderna ha scoperto, però, che i tuberi delle orchidee non hanno particolari capacità terapeutiche. Per tale motivo
oggi è importante osservarle e fotografarle, evitando di raccoglierle.

Prima che una colonia di piante si stabilizzi, in una cava o su un costone roccioso,sono necessari molti anni. Per lo sviluppo delle orchidee il suolo deve essere incolto, in quanto l’aratro può distruggere i piccoli e delicati semi durante la fase della germinazione.
In generale le orchidee spontanee si adattano a vivere nei terreni tipici della macchia mediterranea, ma crescono particolarmente bene in substrati calcarei e ben drenati.

Negli ambienti forestali le orchidee sono fondamentali ai fini della valutazione della sanità ambientale. Le specie tipiche dei boschi tendono infatti a scomparire per degrado dello strato humico causato dai diserbanti utilizzati nelle aree agricole limitrofe, dagli incendi e dall’errata pulitura del sottobosco.

La “Valle del Tellesimo”ospita una ventina di specie di orchidee selvatiche, che fioriscono tra gennaio e maggio. La prima a comparire è la Barlia robertiana seguita dall’Ophris sphecodes (in dialetto modicano “lapuzzi”) e dall’elegante orchidea a farfalla (Orchis papilionacea).

Anche nella fascia di gariga, che si sviluppa a pochi metri dal mare lungo la costiera ragusana,tra le palme nane e il timo, spiccano numerose orchidee spontanee appartenenti a specie diverse. Le popolazioni più abbondanti sono quelle dell’Ophrysdiscors,  splendido endemismo siculo, e dell’Ophrys lutea,riconoscibile per il labello trilobato con un ampio margine glabro di colore giallo e una macchia bruna al centro, che presenta un disegno  di colore grigio.

Nel territorio ibleo i generi presenti sono tanti e tutti con caratteristiche ben precise, ma soggette a lieve variabilità. Alcuni contano un gran numero di specie, come per esempio “Ophrys” ed “Orchis”.

Le Ophrys sono piante bulbose, con apparatoradicale costituito da due tuberi tondeggianti. I fiori, riuniti in infiorescenze,presentano tre sepali superiori e tre petali inferiori; uno di questi, detto labello, si differenzia dagli altri e presenta macchie lucide rassomiglianti al torace di alcune specie di imenotteri, in modo da attrarre gli stessi per favorire l’impollinazione. Gli insetti, infatti, sono attratti da un richiamo di tipo sessuale. Ogni specie ha il labello conformato in modo tale da simulare l’addome della femmina di uno specifico insetto. Il maschio, così richiamato, nel tentativo di “accoppiarsi” con il fiore (pseudocopula) si carica di polline che successivamente depositerà su un altro fiore.

Il nome delle Orchis, che si deve al naturalista Teofrasto, deriva dal greco testicolo, per via dei rizotuberi appaiati e di forma arrotondata. Ifiori, che come colore variano dal lilla al viola, vengono impollinati da insetti della famiglia Apidae.

Molto curiosa èl’Orchis italica, detta anche “omini nudi”. Il motivo del nome è dovuto alla forma dei singoli fiori che presentano le sembianze di un corpo umano.

La più vistosa tra le orchidee selvatiche iblee rimane, comunque, la Barlia robertiana (Himantoglossum robertianum), caratterizzata da un’imponente infiorescenza ricca di fiori profumati e di colore rosa-violaceo.

In conclusione le orchidee selvatiche iblee costituiscono un prezioso patrimonio botanico da tutelare, per la salvaguardia della biodiversità e per mantenere vivo il fascino dei nostri habitat naturali.●