Nel sudest della Sicilia a Pozzallo in bilico sull’ultimo lembo di terra che affaccia sul mare si erge ancora
oggi la Torre Cabrera, voluta dal Conte di Modica, Giovanni Bernardo Cabrera da cui prende il nome.
Questa è una delle Torri che per oltre cinquecento anni hanno vegliato e protetto l’isola e i suoi abitanti e si
presenta come uno “scrigno possente”, custode di un tesoro di storie secolari.
In origine Torre Cabrera non era stata concepita esclusivamente come torre di difesa bensì come “Palacium”
a pianta quadrata della misura 20 metri per lato con un’altezza di 28 metri dal piano stradale, è costituita di
tre piani più la terrazza.
All’esterno la Torre ha bastione scarpato, che si protende sul mare con un’ampia terrazza, munita delle
troniere che servivano per la manovra dei pezzi d’artiglieria a difesa della Contea
La Torre fu progettata come un Palacium, che per un verso doveva servire come la residenza del Conte in
riva al mare, per altro verso doveva soddisfare la funzione di controllo delle granaglie e delle merci, le quali
provenienti dall’interno erano destinate ad essere imbarcate.
Negli anni successivi ci si rese conto della necessità che la Torre fosse trasformata in via esclusiva in fortezza
per la difesa della città: ciò si rendeva necessario per continui assedi da parte dei pirati che infestavano il
mediterraneo.
Nel 1606 la Torre fu rafforzata e trasformata per cui al Palacium originario, si aggiunge il poderoso bastione
a mare, si chiusero le grandi aperture a levante, a mezzogiorno e a ponente, si modificarono le strutture e si
adattarono gli spazi interni sistemandovi gli alloggiamenti dei militari.
Dalla Torre partiva il grano destinato all’esportazione lungo le rotte mercantili del Mediterraneo.
Nella Torre prestavano servizio soldati e artiglieri e sulle sue terrazze erano piazzati cannoni di diverso
calibro, mentre dei cavalieri sorvegliavano la costa.
Si pensa che vi venissero anche puniti i criminali o i prigionieri saraceni catturati e giustiziati in una camera
particolare, ancor oggi visibile, situata proprio sugli scogli, dove i detenuti venivano incatenati e poi uccisi
per annegamento dalle acque innalzatesi con l’alta marea.
La Torre per anni e anni fu la difesa e il centro nevralgico di quel territorio e le storie di tante persone si
legarono indissolubilmente a quel luogo.
Ancora oggi nelle volte a crociera di alcune delle sale originariamente adibite a residenza del Conte,
spiccano gli stemmi raffiguranti la capra, simbolo della nobile famiglia dei Cabrera.
Durante i lavori di restauro sono stati ritrovati alcuni elementi decorativi originari della Torre – Palazzo:
sono mattonelle maiolicate, decorate in blu e con stemmi di famiglie nobiliari, chiamate “azulejos
heraldicos”, realizzate in Spagna.
L’effige della Torre Cabrera è riportata sullo stemma della città di Pozzallo ad indicare che attorno alla
fortezza nacque e si sviluppò un piccolo villaggio di pescatori, artigiani e soldati che poi ingrandendosi
diventò l’attuale città di Pozzallo.